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	<title>Marmellata d&#039;arance</title>
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	<description>un racconto lungo di Morena Fanti</description>
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		<title>Marmellata d&#039;arance</title>
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		<title>Marmellata d&#8217;arance &#8211; 41</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 13:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morena fanti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carlotta tornò a letto senza fare rumore; non voleva svegliare Ale. Sorrideva tra sé: andando in bagno aveva trovato il messaggio di Chicca: “Sono con Luca. Tutto bene. Oggi sto con lui” e aveva provato la soddisfazione del regista quando gira una scena ben riuscita e gli attori eseguono tutti i suoi ordini. Mentre si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=293&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158"><img class="alignleft" src="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158" alt="" /></a>Carlotta tornò a letto senza fare rumore; non voleva svegliare Ale. Sorrideva tra sé: andando in bagno aveva trovato il messaggio di Chicca: “Sono con Luca. Tutto bene. Oggi sto con lui” e aveva provato la soddisfazione del regista quando gira una scena ben riuscita e gli attori eseguono tutti i suoi ordini. Mentre si infilava nel letto, Ale si svegliò e disse senza voltarsi: «Tutto bene?». «Benissimo. Dormiamo. Oggi non ho lezione. Va tutto bene».<span id="more-293"></span></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Il signor Belloni era contento: finalmente Chicca era tornata e stava bene. Rilesse il messaggio che lei gli aveva mandato: “Non vengo oggi. Ho passato una notte insonne ma sto molto bene. Sono con Luca. Ci sentiamo stasera”. Si domandò chi fosse quel Luca, ma se la figlia aveva detto che stava bene era tutto a posto. Una gran bella giornata, si disse guardando fuori dalla finestra e preparando le cose che gli servivano in ufficio.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Il Brigadiere Tonelli bussò alla porta dell’ufficio del Maresciallo Guidoni. Aprì e disse: «Maresciallo, la signorina Belloni Francesca non risponde al telefono. Che facciamo? Non posso dirle che abbiamo ritrovato la sua valigia, come lei comandò».<br />
«Non risponde? Non ti preoccupare, Tonelli. La signorina è in buone mani. Prima o poi ti risponderà. Anzi, non provare più. La cercheremo più tardi».<br />
Il Maresciallo sorrise soddisfatto; aveva visto giusto su quei due. Il ragazzo era cotto della Belloni, l’aveva capito subito: perciò gliel’aveva affidata. Tutto stava andando per il meglio. Guardò fuori dalla finestra, nell’azzurro di un cielo finalmente senza afa.<br />
Dagli altri uffici arrivavano le voci dei colleghi e si sentiva un telefono squillare con impazienza. La città si stava svegliando e tutto andava bene. Il Maresciallo Guidoni pensò di farsi portare un caffè.</p>
<p style="text-align:justify;">*****</p>
<p style="text-align:justify;">Il racconto è finito. Accetto commenti e critiche <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marmellatadiarance.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marmellatadiarance.wordpress.com/293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marmellatadiarance.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marmellatadiarance.wordpress.com/293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marmellatadiarance.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marmellatadiarance.wordpress.com/293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marmellatadiarance.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marmellatadiarance.wordpress.com/293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marmellatadiarance.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marmellatadiarance.wordpress.com/293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marmellatadiarance.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marmellatadiarance.wordpress.com/293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marmellatadiarance.wordpress.com/293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marmellatadiarance.wordpress.com/293/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=293&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Verso la fine</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 11:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morena fanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[marmellata d'arance]]></category>
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		<category><![CDATA[racconto lungo]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi ha seguito tutta la storia di Marmellata d&#8217;arance, comunico che è quasi finita. È finita. Mancano tre mini frammenti (in pratica una conclusione che tira i fili della vicenda) che posterò tutti insieme la prossima settimana. Spero che il racconto vi sia piaciuto. Alla prossima. Metterò poi tutti i frammenti nella pagina &#8216;racconto&#8217; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=289&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Per chi ha seguito tutta la storia di <em><span style="color:#ff6600;"><strong>Marmellata d&#8217;arance</strong></span></em>, comunico che è quasi finita. <em>È </em>finita. Mancano tre mini frammenti (in pratica una conclusione che tira i fili della vicenda) che posterò tutti insieme la prossima settimana.<br />
Spero che il racconto vi sia piaciuto.</p>
<p style="text-align:justify;">Alla prossima.<br />
Metterò poi tutti i frammenti nella pagina &#8216;racconto&#8217; così chi vorrà potrà leggere tutto di fila.<span id="more-289"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Se trovo un&#8217;anima buona che mi aiuta a fare il pdf scaricabile metterò anche quello.<br />
Con calma però. Non abbiamo fretta no?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marmellatadiarance.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marmellatadiarance.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marmellatadiarance.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marmellatadiarance.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marmellatadiarance.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marmellatadiarance.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marmellatadiarance.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marmellatadiarance.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marmellatadiarance.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marmellatadiarance.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marmellatadiarance.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marmellatadiarance.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marmellatadiarance.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marmellatadiarance.wordpress.com/289/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=289&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Marmellata d’arance – 40</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 08:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morena fanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[marmellata d'arance]]></category>
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		<description><![CDATA[Finalmente si asciugò le mani e si sedette. Chicca aveva vuotato il vasetto dello yogurt e lo fissava sorridendo: &#8220;Sei bello&#8221;. &#8220;Certo. Infatti ho la fila delle ragazze alla porta&#8221;. &#8220;Non hai avuto nessuna in questi mesi?&#8221; continuò lei. &#8220;Nessuna. E tu?&#8221; &#8220;Dov’ero non c’era molta scelta&#8221;. &#8220;Solo per questo motivo?&#8221; &#8220;No, anche perché mi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=285&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158"><img class="alignleft" src="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158" alt="" /></a>Finalmente si asciugò le mani e si sedette. Chicca aveva vuotato il vasetto dello yogurt e lo fissava sorridendo: &#8220;Sei bello&#8221;.<br />
&#8220;Certo. Infatti ho la fila delle ragazze alla porta&#8221;.<br />
&#8220;Non hai avuto nessuna in questi mesi?&#8221; continuò lei.<br />
&#8220;Nessuna. E tu?&#8221;<br />
&#8220;Dov’ero non c’era molta scelta&#8221;.<br />
&#8220;Solo per questo motivo?&#8221;<br />
&#8220;No, anche perché mi piaceva uno di qui, uno che parla tanto, ma poi non conclude niente&#8221;.<br />
Lui sembrò sorpreso – ma segretamente compiaciuto &#8211; e disse: &#8220;Non mettergli fretta. Se ha qualcosa da dire lo farà. Tu, piuttosto: non hai nulla da aggiungere?&#8221;<span id="more-285"></span><br />
Lei lo fissò interrogativa. Non capiva cosa volesse dire. Il caffè iniziò a borbottare e lei gli fece cenno di restare seduto. Andò al fornello, prese la caffettiera e riempì le tazzine. Bevvero in silenzio.<br />
&#8220;Non hai più sentito Filippo?&#8221; chiese Lupo, appena terminato di bere.<br />
Lei lo guardò sorpresa. &#8220;No, mai. Con lui ho chiuso nel momento in cui ho capito che mi aveva mentito. E tu, hai visto la Manu?&#8221;<br />
&#8220;No. Argomento chiuso, lo sai. E non ho visto nessuna ragazza, neanche quella del perizoma azzurro, se lo vuoi sapere&#8221;.<br />
&#8220;Bene. Quindi, cos’altro ci impedisce di provarci?&#8221;. Finalmente l’aveva detto. Si sentì subito meglio. Rilassò le spalle e si appoggiò all’indietro stendendo le gambe davanti a sé.<br />
&#8220;Che domande fai? Dobbiamo ancora finire di fare colazione. Non mettermi fretta&#8221; rispose con la voce sostenuta, ma ridendo dentro di sé. Lupo si alzò, andò verso il pensile nell’angolo, aprì lo sportello e iniziò a prendere tutte le cose che aveva comprato il giorno prima. Portò in tavola biscotti, cereali, merendine all’albicocca e la torta al cioccolato, quella che aveva infilato a fatica insieme al resto nel cestino.<br />
&#8220;Da quando sei così fornito? Avevi sempre la cucina vuota&#8221;.<br />
Lui si bloccò dov’era, con parte dei cibi ancora tra le mani. Sembrò riflettere, come se le parole di Francesca fossero molto strane, poi disse: &#8220;Ieri mi è venuta voglia di fare la spesa. Mi sono accorto che non avevo niente da mangiare e sono sceso al negozio. Ho preso tutta questa roba. Ho fatto fatica a portarla su&#8221;. Ora Lupo sorrideva davvero. All’improvviso sapeva perché aveva comprato tanto cibo. Era contento. Spostò la sedia, ma mentre stava per sedersi, gli venne in mente un’altra cosa.<br />
Aprì il frigo e cercò nei contenitori dello sportello, poi rovistò nel ripiano in basso. &#8220;Ecco&#8221; concluse soddisfatto posando sul tavolo il <a href="http://www.burrodepaoli.it/burro-salato-blister12.htm" target="_blank">burro salato</a>, un blister da dieci monodosi – la qualità che preferiva -, e la marmellata d’arance.<br />
Chicca prese il vasetto e lo girò per leggere l’etichetta. &#8220;<a href="http://www.bottegasiciliana.it/marmellatadiarance.htm" target="_blank">Marmellata d’arance</a>! Ne vado matta&#8221;. Aprì il vasetto e infilò il cucchiaino nella morbida matassa color arancio, prelevò un po’ di confettura, la guardò controluce, poi la portò alla bocca e assaporò. &#8220;Una vera delizia. Non sei d’accordo?&#8221; intinse di nuovo il cucchiaino e allungò la mano verso Lupo. Lui si avvicinò e aprì la bocca. Chiuse gli occhi per gustare meglio il sapore.<br />
&#8220;Luca&#8221;. La parola rimase sospesa nell’aria della cucina, mentre la giornata iniziava anche per gli altri abitanti del quartiere.<br />
Lui aprì gli occhi e la fissò.<br />
&#8220;Niente. Volevo sentire come suonava&#8221;. Ora Chicca rideva.<br />
&#8220;E come suona?&#8221;<br />
&#8220;Molto bene. Ti chiamerò così. Anche a me piace avere l’esclusiva. Ma torniamo alla colazione&#8221;.<br />
Lupo sbuffò in modo esagerato e guardò l’orologio. I rumori che giungevano dalla strada suggerivano che la mattina fosse iniziata da un pezzo. &#8220;Le sette! Non me n’ero accorto. Che facciamo? Chiamo che non vado al negozio e ci prendiamo un giorno per noi?&#8221;<br />
&#8220;È una buona idea. Mando un messaggio a papà e gli chiedo un giorno in più&#8221;. Un’ombra le passò sul viso e Lupo capì che aveva ricordato l’aggressione della sera prima. Le accarezzò il viso: &#8220;Ti fa ancora male la testa?&#8221; chiese.<br />
&#8220;No, sto bene. Rimarrà il bernoccolo per un po’ di giorni, poi dimenticheremo tutto&#8221;. Anche lei allungò la mano e gli accarezzò il viso: &#8220;Hai la barba lunga. La porti così, ora?&#8221;<br />
&#8220;Non ne sono certo. Mi sento in vena di cambiamenti. Ti griglio il pane?&#8221;<br />
&#8220;Certo. Bello croccante… in contrasto con la <em>morbidezza</em> del burro e marmellata… sublime!&#8221; approvò Chicca. Si accomodò meglio sulla sedia e prese un altro cucchiaino di confettura. &#8220;Ci vuole tempo per gustarsi bene le cose. Un giusto tempo rende tutto migliore. Si capiscono meglio e si apprezzano di più. Se non si lascia passare il tempo, non si possono amare come meritano&#8221;. Lupo si voltò a guardarla. Aveva ancora il cucchiaino colmo e lo guardava: sembrava parlasse alla marmellata. Il tostapane scattò e lui prese le fette, le mise su un piattino e le portò al tavolo.<br />
&#8220;Siedi. Ci dividiamo il pane&#8221; propose lei. Prese una fetta, la coprì con cura di burro salato e ci spalmò sopra la marmellata.<br />
&#8220;Vedi? Non è una cosa banale. Bisogna usare le giuste proporzioni: tanto di una cosa e tanto di un’altra, se si vuole avere un buon risultato&#8221;. Gli porse la fetta e lui la prese pensando che certi gesti sono così intimi da fare male al cuore.<br />
Addentò il pane e lasciò penetrare il sapore, un misto di salato e di dolce che si combinava sulla lingua e nel palato: &#8220;Una delizia davvero. Tu ci sai fare con le giuste proporzioni&#8221; affermò. Lei gli sorrise.<br />
&#8220;E anche nella marmellata d’arance sono importanti le proporzioni: ci sono le scorze d’arancia e c’è la parte più cremosa, quella che ingloba tutto e amalgama i sapori&#8221;. Lupo smise di mangiare, posò la mano sul bordo del tavolo e rimase lì con la mano a mezz’aria che reggeva una fetta mangiucchiata di pane e marmellata. Aveva la bocca aperta, come se volesse dire qualcosa ma non gli uscisse la voce.<br />
Chicca non si era accorta di nulla; era immersa nel suo discorso di proporzioni e mescolanze, teneva lo sguardo fisso sul vasetto mentre continuava a spalmare il pane e inseguiva il suo ragionamento: &#8220;Un misto di due cose che ne formano una, e quell’una è magia. È proprio la stessa cosa che accade quando un uomo e una donna s’incontrano e formano una coppia&#8221;. Finalmente aveva finito di spalmare, posò il cucchiaino, addentò la fetta, chiudendo gli occhi, masticando con calma e grande cura. Deglutì e proseguì il suo discorso come se non si fosse mai interrotta: &#8220;In fondo siamo tutti marmellata d’arance; ognuno di noi è in cerca delle scorzette che lo completano. Non credi anche tu?&#8221; Ora Chicca lo guardava. Lui non disse che era d’accordo, si limitò ad annuire. Non aveva fretta. Avevano tutto il tempo necessario per dirsi ogni cosa, ora lo sapeva.<span style="color:#ff0000;"> </span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marmellatadiarance.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marmellatadiarance.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marmellatadiarance.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marmellatadiarance.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marmellatadiarance.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marmellatadiarance.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marmellatadiarance.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marmellatadiarance.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marmellatadiarance.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marmellatadiarance.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marmellatadiarance.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marmellatadiarance.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marmellatadiarance.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marmellatadiarance.wordpress.com/285/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=285&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Marmellata d&#8217;arance &#8211; 39</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 13:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morena fanti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Da quando mangi yogurt?&#8221; chiese Chicca, la mano sullo sportello aperto del frigo e il viso rivolto all’interno in una ispezione dei ripiani. &#8220;Da oggi. Ieri ho avuto un impulso improvviso e l’ho comprato&#8221; rispose Lupo prendendo fuori le tazze. &#8220;E hai pure quello con i biscottini al cioccolato! È il mio preferito&#8221; affermò Chicca [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=280&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158"><img class="alignleft" src="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158" alt="" /></a>&#8220;Da quando mangi yogurt?&#8221; chiese Chicca, la mano sullo sportello aperto del frigo e il viso rivolto all’interno in una ispezione dei ripiani.<br />
&#8220;Da oggi. Ieri ho avuto un impulso improvviso e l’ho comprato&#8221; rispose Lupo prendendo fuori le tazze.<br />
&#8220;E hai pure quello con i biscottini al cioccolato! È il mio preferito&#8221; affermò Chicca prendendo il vasetto dal frigo. &#8220;Ho una fame&#8221;.<br />
Lupo appoggiò le tazze e i cucchiai sul tavolo, poi le prese le mani e le fece posare il vasetto di yogurt. La tirò vicina e le disse, proprio vicino all’orecchio, come se temesse che qualcuno potesse udirlo: &#8220;Magari l’ho comprato pensando a te. Forse il cuore mi diceva che eri tornata. Tu ci credi al sesto senso?&#8221;<span id="more-280"></span><br />
&#8220;Sai che ci credo. Stai tentando di <em>corrompermi</em>&#8220;. Chicca si spostò per vederlo bene negli occhi. Il cuore le batteva forte. Si domandò se lui lo potesse sentire. &#8220;Dimmi di nuovo quella cosa di stanotte&#8221;.<br />
&#8220;Quale?&#8221; rispose lui fingendo di non capire. Tenerla tra le braccia gli faceva uno strano effetto, quasi come essere su una giostra e girare in tondo. Gli venne in mente un giorno, a <a href="http://www.gardaland.it/it/home.php" target="_blank">Gardaland</a>: Francesca era impazzita per una giostra che lei chiamava &#8220;delle tazze&#8221;, dove ci si sedeva dentro ad enormi tazze da tè e si girava vorticosamente. Più giravano veloci e più lei rideva. Il calore del suo corpo stava sciogliendo gli ultimi mesi, quelli passati in astinenza di lei.<br />
&#8220;Francesca…&#8221;<br />
Lei alzò gli occhi, soffiò verso l’alto per spostare i capelli che le cadevano sugli occhi e rimase in attesa.<br />
&#8220;Niente. Avevo voglia di dire il tuo nome&#8221; rispose lui con un sorriso così tenero che lei dimenticò di colpo tutti i teatri del mondo, anche quelli che non aveva ancora visto.<br />
&#8220;Solo tu mi chiami così&#8221;. Francesca si accomodò meglio tra le braccia di Lupo e si strinse a lui. Rimasero un po’ così, poi Lupo si staccò: &#8220;Metto su il caffè e facciamo colazione. Poi ho bisogno di una doccia&#8221; aggiunse guardandosi la camicia rosa.<br />
Lei rise: &#8220;Anch’io ho bisogno della doccia, ma prima mangio&#8221;. Rimase a guardarlo muoversi nella sua cucina, tra le cose che gli erano familiari. Ora aveva l’aria sicura, i movimenti fluidi e sereni. Intuiva che stava iniziando a sciogliersi. <em>È bello. Quanto gli voglio bene.<br />
</em>Attaccò con decisione lo yogurt, prendendo un cucchiaino colmo e gustandolo con calma, quasi sorbendolo con un vino d’annata. &#8220;Questo non c’era là. Molte cose non c’erano&#8221;.<br />
Lupo rimase girato verso il lavello: stava mettendo l’acqua nella caffettiera e sembrava molto concentrato. Probabilmente non mi ha neanche sentita, pensò Chicca.<br />
Invece lui aveva sentito. Chissà se tra le cose che mancavano ci sono anche io, pensò. Ma non osò chiederlo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marmellatadiarance.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marmellatadiarance.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marmellatadiarance.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marmellatadiarance.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marmellatadiarance.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marmellatadiarance.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marmellatadiarance.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marmellatadiarance.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marmellatadiarance.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marmellatadiarance.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marmellatadiarance.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marmellatadiarance.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marmellatadiarance.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marmellatadiarance.wordpress.com/280/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=280&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Marmellata d&#8217;arance &#8211; 38</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 12:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morena fanti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La luce filtrava dalla finestra creando masse scure e aloni luminosi nel buio della camera; dalla strada arrivava il rumore del camion che raccoglieva la spazzatura. In quel quartiere passava sempre molto presto. Lupo non aveva bisogno di guardare l’orologio per sapere che erano le cinque e mezza. Era sveglio da qualche minuto, ma era [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=277&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158"><img class="alignleft" src="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158" alt="" /></a>La luce filtrava dalla finestra creando masse scure e aloni luminosi nel buio della camera; dalla strada arrivava il rumore del camion che raccoglieva la spazzatura. In quel quartiere passava sempre molto presto. Lupo non aveva bisogno di guardare l’orologio per sapere che erano le cinque e mezza.<br />
Era sveglio da qualche minuto, ma era rimasto immobile per non svegliare Francesca. <em>Spero che si sia riposata. Ne aveva bisogno. </em>Allungò le gambe stirando i muscoli: iniziava ad essere indolenzito.<span id="more-277"></span><br />
&#8220;Mio padre mi ha proposto di andare a Londra. Un corso di design e la possibilità di frequentare i teatri londinesi&#8221;. La voce di Chicca era limpida come se fosse sveglia da ore. Lui rimase in silenzio. <em>Deve andare via di nuovo. Inutile. Non posso tenerla qui. I miei discorsi vanno al diavolo.<br />
</em>&#8220;Quindi parti di nuovo&#8221; riuscì a dire.<br />
&#8220;Non ho deciso. Questa è la proposta di papà. Vuole darmi più responsabilità in azienda e, siccome ho creato alcuni monili e degli accessori, ha suggerito di seguire questo corso e, nello stesso tempo, essendo Londra così ricca di spettacoli, seguire anche la mia passione del teatro. È furbo papà&#8221;. Chicca si stirò e si girò sollevandosi sul braccio sinistro. Si fermò a dieci centimetri dal suo viso. Nella mezza luce che arrivava da fuori lui le vide gli occhi che fissavano i suoi; sembrava che volesse aggiungere qualcosa, ma non disse altro. Si adagiò di nuovo sul letto e mise le braccia dietro alla testa guardando il soffitto.<br />
&#8220;Come mai siamo a letto? Ma cosa c’è qui?&#8221;. Allungò la mano per togliere la cosa che le dava fastidio e le faceva male alla schiena. Sollevò la coperta e la guardò, poi si girò verso Lupo: &#8220;Una specie di <em>mura di Gerico</em>?&#8221; gli chiese ammiccando. &#8220;Ti sei messo al sicuro&#8221;.<br />
&#8220;Cerco di non ripetere gli stessi errori. Preferisco farne di nuovi&#8221;.<br />
&#8220;Ieri sera stavamo parlando poi siamo stati interrotti. Forse dovremmo riprendere il discorso&#8221; aggiunse Chicca.<br />
&#8220;Forse. Ora non mi sento però&#8221; rispose Lupo.<br />
<em>È arrabbiato. Non parlerebbe ora. Meglio non insistere.<br />
</em>Chicca si sdraiò di nuovo e fissò le righe di luce che colpivano il muro; le righe tagliavano diagonalmente una porzione di soffitto sulla sinistra, creavano un disegno che colpiva l’angolo della camera e mandava le righe sull’altra parete. Ora dalla strada arrivavano i primi rumori di automobili, come se anche il traffico si stesse svegliando. Chicca sbadigliò; iniziava ad avere fame. Ripensò a quando aveva mangiato l’ultima volta. <em>Non mangio da ieri, l’ultima cosa che ho mangiato sono gli spaghetti a pranzo.<br />
</em>&#8220;Ma pensi di andarci?&#8221; Anche Lupo guardava le righe sul soffitto. Si domandava cosa ci spinge in una direzione piuttosto che in un’altra. A volte è solo una causa esterna a noi, come lo spigolo del muro che spinge le righe luminose verso l’altra parete, ma a volte la direzione la diamo noi, e forse quelle sono le strade migliori.<br />
&#8220;Non lo so ancora. Dipende&#8221; rispose Chicca senza voltarsi.<br />
&#8220;Da cosa?&#8221;<br />
&#8220;Forse da te&#8221; rispose lei, e stavolta si voltò.<br />
&#8220;Chi sono io per influire sulla tua vita e sulle tue decisioni? Non darmi responsabilità che non ho&#8221;.<br />
Chicca lo guardò in silenzio. Conosceva il modo di parlare di Lupo e intuiva che era agitato. &#8220;Anch’io ero arrabbiata con te. Non sopportavo che mi avessi chiesto scusa: lo sentivo come se ti fossi pentito di ciò che avevamo fatto. Pensavo che non ti fosse piaciuto… che fosse questo il motivo per cui avevi detto che era stato uno sbaglio. Non ti volevo più vedere. Perciò sono andata in Bolivia&#8221;.<br />
&#8220;Allora è a causa mia se sei partita. Quindi, per tutti questi mesi in cui mi sei mancata, devo ringraziare me stesso&#8221;. Lupo si era seduto con la schiena contro la testata del letto e le gambe davanti a sé. Fissava il muro di fronte e la porta da cui vedeva un triangolo di corridoio e la porta della cucina. Ora c’era più luce e vedeva anche un’incisione diritta che tagliava la porta da metà fino a dieci centimetri da terra: era stato Marco quella volta che aveva portato su il frigo. <em>Devo ricordami di stuccarla e verniciarla.<br />
</em>&#8220;Non lo so. Forse sarei partita lo stesso. Era un viaggio che desideravo da molto, lo sai. È chiaro, però, che la spinta me l’ha data la situazione. Ma ora accantoniamo questa cosa. Dovevamo parlare anche del resto. Però ho anche un po’ di fame…&#8221;. Chicca si alzò, si stirò allungando le braccia in avanti e muovendo la schiena, poi le allungò verso l’alto e si sollevò sulla punta dei piedi. Quindi fece un sospiro soddisfatto e si voltò verso Lupo facendogli un cenno per invitarlo a seguirla. Lui, che non aveva perso neanche un movimento, sospirò per ben diverse ragioni e scese dal letto.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marmellatadiarance.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marmellatadiarance.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marmellatadiarance.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marmellatadiarance.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marmellatadiarance.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marmellatadiarance.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marmellatadiarance.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marmellatadiarance.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marmellatadiarance.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marmellatadiarance.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marmellatadiarance.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marmellatadiarance.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marmellatadiarance.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marmellatadiarance.wordpress.com/277/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=277&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Marmellata d&#8217;arance &#8211; 37</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 08:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morena fanti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lupo versò il tè anche per sé e si sedette sul divano, di fianco alle gambe di lei. La osservò bere, sperando che la compressa facesse effetto presto. Chicca era stremata; quella era una notte molto lunga. Lei alzò gli occhi sopra al bordo della tazza e lo guardò fiduciosa buttando giù la pasticca insieme [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=271&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158"><img class="alignleft" src="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158" alt="" /></a>Lupo versò il tè anche per sé e si sedette sul divano, di fianco alle gambe di lei. La osservò bere, sperando che la compressa facesse effetto presto. Chicca era stremata; quella era una notte molto lunga. Lei alzò gli occhi sopra al bordo della tazza e lo guardò fiduciosa buttando giù la pasticca insieme al tè.<br />
Dopo pochi minuti gli passò la tazza, allungò le gambe per stendersi e chiuse gli occhi.<span id="more-271"></span> Pochi secondi ed era addormentata; lui la prese in braccio e la portò sul letto. <em>Starà più comoda e domattina sarà tutto più chiaro.</em> La coprì con la coperta che aveva usato sul divano e si sdraiò di fianco a lei. Mise tra loro un’altra coperta, ben piegata a formare un involto morbido ma consistente, e finalmente chiuse gli occhi anche lui.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marmellatadiarance.wordpress.com/271/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marmellatadiarance.wordpress.com/271/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marmellatadiarance.wordpress.com/271/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marmellatadiarance.wordpress.com/271/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marmellatadiarance.wordpress.com/271/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marmellatadiarance.wordpress.com/271/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marmellatadiarance.wordpress.com/271/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marmellatadiarance.wordpress.com/271/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marmellatadiarance.wordpress.com/271/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marmellatadiarance.wordpress.com/271/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marmellatadiarance.wordpress.com/271/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marmellatadiarance.wordpress.com/271/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marmellatadiarance.wordpress.com/271/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marmellatadiarance.wordpress.com/271/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=271&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Marmellata d&#8217;arance &#8211; 36</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 07:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morena fanti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[racconto lungo]]></category>

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		<description><![CDATA[«Quando sei sparita ho pensato che era colpa mia, perché mi ero comportato da scemo e da irresponsabile. Se io non avessi agito d’impulso, senza pensare a cosa stavo facendo e alle conseguenze che i miei gesti potevano avere, forse tu non te ne saresti andata. Ho anche pensato che stavo pagando molto cara quell’unica [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=267&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158"><img class="alignleft" src="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158" alt="" /></a>«Quando sei sparita ho pensato che era colpa mia, perché mi ero comportato da scemo e da irresponsabile. Se io non avessi agito d’impulso, senza pensare a cosa stavo facendo e alle conseguenze che i miei gesti potevano avere, forse tu non te ne saresti andata. Ho anche pensato che stavo pagando molto cara quell’unica volta in cui mi sono lasciato andare. Per un periodo sono stato arrabbiato con te». Lupo parlava lentamente, estirpando le parole dal fondo del cuore. Teneva le braccia puntate sul divano, spingeva sul tessuto creando delle fosse nell’imbottitura. Guardò Chicca e proseguì: «Ti incolpavo di non avere ascoltato quello che avevo da dirti. Eri sparita senza lasciarmi il tempo di metabolizzare ciò che era successo e di affrontarti. <span id="more-267"></span>Mi sentivo a disagio e in colpa verso di te, però mi sembrava anche strano che tu, dopo tanti mesi d’amicizia, non capissi i miei sentimenti. Tu stessa hai detto fin dall’inizio che noi eravamo amici, e questo ci ha impedito di andare oltre e di vedere al di là del confine che avevamo messo. Abbiamo puntato lo sguardo sull’amicizia e abbiamo impedito al nostro rapporto di crescere. Poi, quella sera, quando sei arrivata qui in lacrime, ho perso la testa e… lo sai». Lupo la guardò sperando che lei dicesse qualcosa.<br />
«Anch’io ho perso la testa, allora. Non ti do nessuna colpa. In certe situazioni si perde il controllo. Non è questo che mi ha disturbato» rispose Chicca.<br />
«Cosa, allora? Che non ho saputo affrontare la situazione?» proseguì lui. Capiva che lei non si sarebbe fermata neanche un centimetro prima del fondo ed era deciso a non perdere la partita. Voleva essere sincero e tentare di salvare l’amicizia con Francesca; per ora la chiamava “amicizia” ma sapeva che era altro ciò che voleva.<br />
«Sì. Quello di sicuro, ma anche perché hai detto che era stato un errore e mi hai chiesto scusa. Non si chiede scusa per aver fatto l’amore con una donna. Mi sono sentita rifiutata. Forse non è la parola giusta, però è un po’ come mi sono sentita».<br />
«Ho fatto un casino, eh? Ho chiesto scusa perché quello che avevo fatto mi sembrava un gesto impulsivo. Non dovevo entrare nel letto, non quando tu eri in quello stato d’animo. Mi è sembrato di avere approfittato della situazione. Questa è la cosa per cui ti ho chiesto scusa. Non perché mi fossi pentito». Lupo le prese una mano tra le sue e la tenne così, ferma dentro l’involucro che formavano.<br />
«Ma io sono andata via perché credevo che fosse così. Aspetta… ricominciamo dall’inizio, vuoi? Se ti va». Lupo annuì e Chicca si mosse per alzarsi. «Ho sete. Non riesco più a parlare…». Versò due bicchieri di Coca Cola &#8211; il vassoio azzurro era sul tavolino dove l’aveva messo Lupo qualche ora prima – e ritornò verso il divano. Lupo la guardò in viso senza dire nulla &#8211; capì che lei aveva versato senza pensare -, e prese il bicchiere di Coca, anche se avrebbe preferito una birra. Bevvero in silenzio, ognuno perso nei propri pensieri. Chicca vuotò tutto e poi sospirò soddisfatta. Posò il bicchiere e si voltò verso di lui sorridendogli: «Siamo proprio due stupidi, vero?» gli chiese. Lui ebbe solo il coraggio di annuire.<br />
«Sai cosa penso? Noi dobbiamo stare qui finché non ci siamo detti tutto. Dopo saremo liberi e ci sentiremo meglio» affermò con grande sicurezza.<br />
Lui la guardò. «Hai ragione» disse infine «Sono d’accordo con te. Tacere porta solo guai».<br />
«Bene» rispose Chicca incrociando le braccia e alzando il mento. «Procedi pure. Sono tutt’orecchi».<br />
<em>Lo immaginavo. Vuole che parli io per primo. Non mollerà finché non avrò detto tutto.</em> Prese un bel respiro lungo, come prima di salire sul palco, e disse: «La verità è che credo di amarti».<br />
Ci fu un’esplosione nella mente di Chicca; la notte si squarciò e lei s’immaginò di cadere di sotto. Quando riuscì ad aprire la bocca, disse: «Credi…».<br />
«Sì. Credo che sia amore, ma non lo so con certezza, perché non abbiamo avuto il tempo di parlarne e di stare insieme. Questo è ciò che ti sto chiedendo: tempo» affermò Lupo con più decisione.<br />
Un gemito soffocato lo fece fermare; Chicca si teneva la fronte e sembrava sul punto di svenire. Il suo viso era bianco, come di gesso, sotto all’abbronzatura. Lupo la prese tra le braccia e la fece andare indietro fino ad appoggiarsi allo schienale. Quando fu certo che non sarebbe svenuta, le portò un bicchiere d’acqua e le tenne il bicchiere mentre lei si bagnava le labbra. Dopo posò il bicchiere e le si avvicinò; la strinse, tenendola vicina e cercando di scaldarla con il suo corpo. La fece sdraiare tirandole su le gambe e posando la testa sui cuscini, poi, quando la vide più tranquilla, andò in cucina a mettere sul fuoco il bollitore per il tè.<br />
Mentre l’acqua si scaldava tornò vicino a lei, s’inginocchiò davanti al divano e le accarezzò il viso: «È la testa? Ti fa male?». Sfiorò il bernoccolo sulla fronte e ne sentì la superficie: scottava ed era dolente. Lei ebbe uno scatto e fece una smorfia. Lo guardò e assentì senza muovere la testa, solo chiudendo gli occhi. Lupo cercò di rassicurarla: «Stai tranquilla. Parleremo dopo». Il bollitore fischiò e lui si alzò. «Ora ti porto il tè. Ti farà bene».<br />
Chicca si lasciò cullare nel sottofondo dei rumori rassicuranti che le arrivavano dalla cucina – Lupo che apre il frigo, cerca il coltello, taglia il limone, prepara lo zucchero, prende le tazze – e chiuse gli occhi. Ripensò alle parole che aveva detto Lupo, a quel “Credo di amarti” che era arrivato improvviso come la fitta alla testa.<br />
Lupo tornò reggendo lo stesso vassoio azzurro di prima e lo posò di nuovo sul tavolino. «Inizio a sentirmi un cameriere» disse prendendo una tazza e versando il tè. Guardava Chicca di sottecchi, forse sperando di cogliere un accenno di sorriso, ma lei non era ancora pronta a ridere. Le porse la tazza e una compressa piccola, di forma allungata. Lei lo guardò interrogativa. «Antidolorifico. Hai bisogno di riposo» le disse rispondendo alla sua domanda muta.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marmellatadiarance.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marmellatadiarance.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marmellatadiarance.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marmellatadiarance.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marmellatadiarance.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marmellatadiarance.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marmellatadiarance.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marmellatadiarance.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marmellatadiarance.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marmellatadiarance.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marmellatadiarance.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marmellatadiarance.wordpress.com/267/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marmellatadiarance.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marmellatadiarance.wordpress.com/267/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=267&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Marmellata d&#8217;arance &#8211; 35</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 07:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morena fanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[marmellata d'arance]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[racconto lungo]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando aprì gli occhi il mondo era immerso nel silenzio. Aveva addosso una coperta, ma aveva i brividi lo stesso. Ha ancora la mania di dormire con le finestre aperte. Si sollevò e scrutò il buio; dalla porta della cucina arrivava la luce della strada e anche l’aria. Dopo una giornata tanto calda, una notte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=264&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158"><img class="alignleft" src="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158" alt="" /></a>Quando aprì gli occhi il mondo era immerso nel silenzio. Aveva addosso una coperta, ma aveva i brividi lo stesso. <em>Ha ancora la mania di dormire con le finestre aperte.</em> Si sollevò e scrutò il buio; dalla porta della cucina arrivava la luce della strada e anche l’aria. <em>Dopo una giornata tanto calda, una notte così fresca.</em> Si alzò cercando di non fare rumore e andò verso la finestra per chiuderla. «Dove vai?» disse Lupo da un punto alla sua destra.<br />
«Ma dove sei?» chiese lei, allungando la mano nel buio e cercando di individuare da dove lui avesse parlato.<br />
La luce inondò la stanza e lei strinse gli occhi. Lupo era arrotolato nella poltrona di fianco al divano dove aveva dormito lei; era più spettinato del solito e aveva l’aria stranita. Lei rise e disse: «Sei buffo».<span id="more-264"></span><br />
Lui si sollevò a sedere e rispose: «Tu, invece, sei bellissima. Ti rendi conto che non ci siamo neanche salutati?».<br />
«Lo faremo ora. Lasciami prima chiudere qualche finestra. Mi sembra di essere al Polo. Aspetta qui» affermò lei facendo un cenno con la mano. Lui rimase fermo, come lei gli aveva chiesto. D’altronde, dove avrebbe potuto andare? Guardò l’orologio del videoregistratore: erano le tre e mezza. Un bell’orario per fare due chiacchiere, pensò sistemandosi meglio sulla poltrona. Aveva ancora indosso la camicia rosa, ormai spiegazzata senza rimedio. Chicca stava passando in tutte le stanze e chiudeva ogni finestra.<br />
«Eccomi qui» disse andando a mettersi di fronte a lui. Era in piedi e aveva ancora la minigonna che aveva indossato la mattina e quella maglietta prestata che le stava incollata alla pelle. Lupo sospirò e le sorrise mentre lei allungò una mano e lo toccò sul braccio; fece per alzarsi e nello stesso momento lei si mosse per sedersi accanto a lui. Ebbero un attimo d’indecisione, poi si mossero di nuovo tutti e due insieme, ma Lupo fu più svelto e si mise in piedi prima che lei facesse altre mosse.<br />
Si fissarono negli occhi: lui dall’alto del suo metro e ottanta e lei che lo guardava da sotto la frangia nera, gli occhi che sbucavano appena nel viso affilato.<br />
«Credevo non tornassi più. La tua mancanza iniziava ad essere più grande della mia vita». Lupo allungò una mano e le tolse i capelli dagli occhi. Così le sfiorò la fronte e le tempie, gli angoli degli occhi e gli zigomi, le guance e la curva della bocca. I polpastrelli erano leggeri e il tocco era una carezza prolungata.<br />
«Anche tu mi sei mancato. Dovevo stare un po’ lontana. Ma ora sono qui» rispose Chicca e si avvicinò per sentire se lui aveva ancora lo stesso modo di abbracciare. Gli passò le mani dietro alla schiena, aprendo il palmo a ventaglio e usando la punta delle dita per premere. Sembrava un’esplorazione, un verificare il territorio. Lui lasciava fare. Si spinse contro Chicca, anche lui nella verifica del corpo di lei; un ritrovamento che aveva il sapore intenso e pressante della vita. Mosse le mani e la prese tra le braccia, avvolgendola con il peso dei mesi in cui lei era mancata e il desiderio accumulato durante la sua assenza.<br />
Rimasero fermi assaporando il piacere di quell’abbraccio; non ricordavano fosse così bello e appagante. Era un abbraccio da gustare in silenzio, ad occhi chiusi, per sentirne tutto il sapore e il profumo; per riconciliarsi con il mondo. Si sentivano bene, finalmente completati. Sarebbero rimasti così per sempre, ma Lupo si mosse, indietreggiando con la schiena fino a vederle gli occhi. «Dobbiamo parlare» sussurrò «prima che sia troppo tardi. Non voglio ripetere lo stesso errore».<br />
Chicca si districò dall’abbraccio e lo fissò negli occhi: «Pensi ancora che sia stato un errore?». La voce era bassa. Si allontanò da Lupo e rimase in attesa della sua risposta.<br />
Lui le prese la mano e la trascinò verso il divano spingendola a sedere.<br />
«L’errore non è quello che credi tu, ma è nell’averlo fatto senza prima avere chiarito perché lo facevamo. Lo sbaglio avviene quando non si è consapevoli delle cose: noi l’abbiamo fatto senza sapere che lo volevamo davvero e che non era solo una consolazione, un ripiego alla solitudine. Capisci cosa voglio dire?»<br />
Chicca rimase in silenzio; sembrava che ripensasse alle parole che lui aveva detto. Lupo le teneva la mano: temeva che lasciandola avrebbe perso il contatto e l’opportunità di spiegarsi, quella che aveva inseguito per tutti i mesi della loro lontananza.<br />
«Quindi, tu pensi che prima di farlo avremmo dovuto parlare e dirci che volevamo fare l’amore? Non capisco».<br />
«Non proprio così: non è che si decide a tavolino. Volevo dire che se si fa del sesso non ci sono problemi: i due lo sanno e sono consapevoli che si tratta solo di ginnastica e piacere fisico. Ma, se tra i due ci sono dei sentimenti, non si dovrebbe avanzare senza avere chiarito prima il resto».<br />
«Quindi, tra noi c’è un “resto”. Parlami di questo» disse Chicca, ora molto più attenta. Si sistemò seduta all’indietro, poggiò bene la schiena al divano e raccolse le gambe sotto il corpo. Aveva gli occhi attenti e lo fissava in viso. Lupo pensò che stava rischiando tutto ed ebbe un fremito allo stomaco. <em>Ormai non posso fare marcia indietro. Devo andare fino in fondo.</em> Si appoggiò anche lui allo schienale, tirò il fiato e iniziò a parlare.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marmellatadiarance.wordpress.com/264/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marmellatadiarance.wordpress.com/264/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marmellatadiarance.wordpress.com/264/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marmellatadiarance.wordpress.com/264/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marmellatadiarance.wordpress.com/264/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marmellatadiarance.wordpress.com/264/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marmellatadiarance.wordpress.com/264/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marmellatadiarance.wordpress.com/264/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marmellatadiarance.wordpress.com/264/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marmellatadiarance.wordpress.com/264/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marmellatadiarance.wordpress.com/264/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marmellatadiarance.wordpress.com/264/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marmellatadiarance.wordpress.com/264/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marmellatadiarance.wordpress.com/264/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=264&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Marmellata d&#8217;arance &#8211; 34</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 07:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morena fanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[marmellata d'arance]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[racconto lungo]]></category>
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		<description><![CDATA[Era quasi mezzanotte quando arrivarono a casa di Lupo. Chicca era stravolta dalla stanchezza. Lui era riuscito a convincerla ad andare dai Carabinieri per sporgere denuncia e avevano impiegato due ore per descrivere bene l’accaduto mentre il brigadiere scriveva e il maresciallo faceva domande. Quando finalmente avevano concluso l’operazione e firmato la denuncia, il Maresciallo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=260&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158"><img class="alignleft" src="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158" alt="" /></a>Era quasi mezzanotte quando arrivarono a casa di Lupo. Chicca era stravolta dalla stanchezza. Lui era riuscito a convincerla ad andare dai Carabinieri per sporgere denuncia e avevano impiegato due ore per descrivere bene l’accaduto mentre il brigadiere scriveva e il maresciallo faceva domande. Quando finalmente avevano concluso l’operazione e firmato la denuncia, il Maresciallo Guidoni aveva rassicurato Francesca: l’uomo aveva ottenuto ciò che voleva, la borsa scambiata, e non sarebbe più venuto a disturbarla.<br />
«Per sicurezza, comunque, non sarebbe male se lei non restasse sola» aveva aggiunto salutandoli. Non gli erano sfuggite le occhiate tra i due e le mani del ragazzo che cercavano quelle di lei.<span id="more-260"></span><br />
Lupo aprì la porta e fece entrare Chicca; la reggeva con un braccio intorno alla vita perché aveva visto che era sfinita. La fece sedere sul divano e le sistemò i cuscini dietro la schiena. Lei gli sorrise riconoscente.<br />
«Io ho sete. Beviamo qualcosa?». Lei rispose solo con un cenno del capo e lui andò in cucina. Chicca passò la mano sul tessuto del divano, si guardò intorno nel disordine del salotto cercando tracce di presenze femminili. In un angolo, sul pavimento, c’erano un paio di scarpe da ginnastica e una maglietta, mentre sul tavolino si vedevano alcune carte di quaderno accartocciate e un cd. Sorrise soddisfatta: quello non era un luogo abitato da una donna. Sospirò e si sistemò meglio, lasciandosi andare contro lo schienale e chiudendo gli occhi. Sentiva il rumore degli sportelli, l’acqua che correva nel lavandino e il frigo che veniva aperto e richiuso. Stava bene. Sul tavolino accanto al divano c’era l’ipod. Lo prese, mise gli auricolari, curiosa di sentire la musica che ascoltava Lupo, e sentì la voce di Stefano Vergani:<br />
<em>“C’ero io e c’era sotto chi faceva rumore, non potevo né restare nel letto né far finta di uscire, non sapevo se aggrapparmi al cuscino e continuare a crederci… E sprofondai nel mare, nel grande mare blu, e c’ero io, c’erano pesci e poltrone e c’eri anche tu, ma mi lasciasti cadere, mi lasciasti con l’acqua ben sopra alla gola, e c’ero io, c’erano pesci e poltrone e c’eri anche tu, ma tu non eri sola…”</em><br />
«Ecco. Ho portato delle birre e la coca, ma se vuoi un tè…». Lupo rimase a metà della frase, con il vassoio azzurro della Coop tra le mani. Guardò Francesca che dormiva sdraiata sul suo divano: era una visione che gli piaceva. Posò il vassoio sul tavolino e andò a cercare una coperta.</p>
<p style="text-align:justify;">* Il video di <em>Pesci e poltrone</em> è già presente nella pagina &#8216;musica&#8217;. Godetevelo perché è molto bello.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marmellatadiarance.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marmellatadiarance.wordpress.com/260/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marmellatadiarance.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marmellatadiarance.wordpress.com/260/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marmellatadiarance.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marmellatadiarance.wordpress.com/260/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marmellatadiarance.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marmellatadiarance.wordpress.com/260/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marmellatadiarance.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marmellatadiarance.wordpress.com/260/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marmellatadiarance.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marmellatadiarance.wordpress.com/260/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marmellatadiarance.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marmellatadiarance.wordpress.com/260/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=260&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Marmellata d&#8217;arance &#8211; 33</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 08:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>morena fanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[marmellata d'arance]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[racconto lungo]]></category>

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		<description><![CDATA[La seconda tazza di tè iniziava a fare effetto. Ora le cose avevano preso forma e Lupo si era fatto il quadro completo dell’accaduto. Ma voleva esserne certo; lui era così, andava avanti finché non era ben sicuro di ogni particolare. «Allora, se ho ben capito, tu stavi aprendo la borsa blu, una di quelle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marmellatadiarance.wordpress.com&amp;blog=12779924&amp;post=254&amp;subd=marmellatadiarance&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158"><img class="alignleft" src="http://marmellatadiarance.files.wordpress.com/2010/05/marmellata20di20arance.jpg?w=210&amp;h=158" alt="" /></a>La seconda tazza di tè iniziava a fare effetto. Ora le cose avevano preso forma e Lupo si era fatto il quadro completo dell’accaduto. Ma voleva esserne certo; lui era così, andava avanti finché non era ben sicuro di ogni particolare.<br />
«Allora, se ho ben capito, tu stavi aprendo la borsa blu, una di quelle che avevi con te in viaggio. Le altre sono quelle che vedo ancora lì nell’ingresso, no?». Attese il suo cenno di conferma e proseguì: «Mentre aprivi la borsa hai notato un segno bianco, vernice hai detto, e ti sei sorpresa perché il borsone era nuovo e non ricordavi di averlo sporcato. Ok, fino a qui?». Nuovo cenno d’assenso e soddisfazione di Lupo, che riprese subito a parlare: « L’hai aperto e sei rimasta impietrita a fissare maglie e abiti che non erano tuoi. E in quell’istante qualcuno ha suonato il campanello e tu sei andata ad aprire senza chiedere chi era». Lo sguardo di rimprovero fu mitigato dal tocco rassicurante della mano di Lupo su quella di Chicca.<span id="more-254"></span><br />
«Ho aperto perché credevo fosse Carlotta. Dimentica sempre le chiavi. Così ho aperto senza guardare e mi sono trovata davanti quell’uomo con il viso coperto… aveva una cosa nera, tipo un fazzoletto, ma non ne sono sicura… è successo in pochi secondi. È entrato, mi ha buttata a terra e poi ho visto solo buio…».<br />
«Ma non hai idea di chi potesse essere? Com’era? Alto, basso, grosso, magro?» intervenne Lupo.<br />
«Non ho fatto in tempo a vedere niente. È stata una cosa velocissima… ho delle sensazioni confuse… ho sentito una spinta e un braccio sulla gola, il respiro sul viso… e tutto è diventato nero, poi mi sono svegliata e c’eri tu. E non ricordavo che stavo aprendo la borsa: me ne sono ricordata solo quando ho notato che non c’era più».<br />
«Un uomo entra in casa, ti assale, ti butta a terra e ti ruba una borsa non tua. È senza senso».<br />
«Se la borsa non era la mia, come mai l’avevo io? E la mia dov’è? Credo di avere preso la borsa all’ultimo scalo, a Milano, quando sono rimasta in aeroporto due ore e avevo con me tutti i bagagli. Quando ci hanno chiamati per l’imbarco, ho preso la borsa blu, che avevo tenuto come bagaglio a mano, e mi sono avviata. Forse è stato quello il momento dello scambio».<br />
«Ma non hai visto che non era la tua? Come hai fatto a scambiarla?». Lupo non era ancora convinto.<br />
«Il borsone era quello che abbiamo preso insieme, ricordi? con i punti della benzina. Sai quante migliaia ne avranno date via, di borse uguali? Penso che fosse uno simile anche quello che ho preso per sbaglio. E poi ero stanchissima, dopo l’ultimo volo da Singapore. Non ho chiuso occhio durante il volo, dodici ore, e non ne potevo più. Penso di aver dormicchiato anche nell’attesa a Milano». Chicca sbadigliò rumorosamente.<br />
«E se te l’avessero cambiato apposta, il borsone? Insomma, se qualcuno ti avesse affidato la sua borsa e preso la tua, volontariamente?»<br />
«Ma questo vorrebbe dire che nella borsa c’era qualcosa di illegale… oddio, ma e se quell’uomo torna?»<br />
«No, ormai ha quello che voleva. Piuttosto, sarà meglio fare la denuncia ai carabinieri. Hai subito un furto e un’aggressione».<br />
«Dobbiamo andarci ora? Io non ce la faccio più. Devo andare a dormire. Non posso stare ancora sveglia, sto crollando». Chicca si appoggiò sulle braccia e chinò la testa sul tavolo.<br />
«Ok, ho capito. Ti porto a dormire. A casa mia però. Non ti lascio qui da sola». Lei lo guardò e si limitò ad annuire. Chiusero la porta con due mandate e uscirono in strada.</p>
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